Scacchi e Aperture - Greenchess allenatore di scacchi

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Impara gli scacchi

    

Le aperture negli scacchi: quanto contano davvero?


Lo studio delle aperture nel gioco degli scacchi soggiace all'apprendimento dei principi generali sulle aperture e dunque non va enfatizzato, anteponendo lo studio dei principi di tattica e strategia e una conoscenza dei finali adeguata al livello di gioco.

Si può tranquillamente partire con un approccio basato sui principi di spazio, tempo, controllo del centro, raffinando le conoscenze tramite l'analisi di semplici partite ed errori.


Solo successivamente, quando la tua esperienza di gioco sarà maggiore, è opportuno introdurre un impianto di apertura. Con l'avvertenza che, in generale, l'impianto più adeguato ad una conoscenza iniziale del gioco è quello aperto, perché può accompagnare il rafforzamento tattico, mentre è meglio evitare astrusi approfondimenti su concetti posizionali quali strutture pedonali e piani. Verrà il momento in cui, raggiunta una conoscenza maggiore degli Scacchi, potresti desiderare l'individuazione di impianti che agevolino l'adozione di un piano di gioco adeguato al tuo stile in mediogioco e finale. Quello che ti suggerisco, come già in altre pagine, è di capire quello che ti piace fare nel mediogioco (attaccare o aspettare, giocare con Cavalli o Alfieri, privilegiare la tattica o la strategia, semplificare per cogliere vantaggi nei finali o giocare per evitare i finali) e di conseguenza scegliere l'apertura adatta. Sicuramente va detto che scegliere un'apertura confidando nel fatto che possa risparmiarci situazioni per noi "scomode" (per esempio un certo tipo di finale o un gioco molto dinamico quando privilegiamo quello posizionale) può essere utile all'inizio, ma è sicuramente anche rischioso nel lungo periodo, perchè la partita di Scacchi dipende dalle scelte di entrambi i giocatori.


Riassumendo quindi:

  • Partire dalle aperture aperte.
  • Passare ad altri impianti (cd. semiaperti, semichiusi, chiusi) solo dopo aver migliorato la propria abilità tattica e conoscenza di principi strategici e situazioni di mediogioco.
  • Non anteporre lo studio delle aperture ad una adeguata preparazione tattica e sui finali.
  • Studiare l'apertura "per piani" e non mnemonicamente.


    


     

Cosa possono fare i computer per noi nello studio delle aperture?


Il mio metodo consiste nell'incoraggiare lo studio per piani, utilizzando il computer per:

  • Allenare la memoria tramite la ripetizione di posizioni note archiviate su file di database.
  • Sfruttamento dei report e dei database di partite storiche sia ai fini di memorizzazione, sia ai fini di allargamento del repertorio allorchè, su posizioni note, si trovano "novità"
  • Scansione dei nuovi DB alla luce di un repertorio già costituito e memorizzato, per trovare nuove partite rappresentative del nostro stile di gioco.
  • Per i più esperti: preparazione specifica contro un giocatore.

Alla luce di quanto detto, considerate le potenzialità di un database scacchistico come Chessbase, va detto che la preparazione delle aperture al computer è diventata irrinunciabile, ma non alternativa, allo studio dei libri. Libri generalisti come "Tutto su e4" possono accompagnarsi a libri o DVD specifici per repertorio scelto, allo scopo di capire davvero il piano che c'è dietro alle mosse fatte in apertura ed eventualmente accettare o rigettare i suggerimenti non tanto in base alla correttezza delle mosse (non esistono mosse giuste o sbagliate in assoluto), ma alle proprie preferenze di stile. Diversamente, tutto lo studio fatto precedentemente su strategia e mediogioco risulterebbe inutile e lo studio delle aperture procederebbe, proprio a causa di un cattivo uso del metodo e del computer, in una direzione non proficua.

  

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Oggi: Aggiornato:06/03/2017
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