Clericus Chess 2018: un’ottima annata

Clericus Chess 2018: i risultati

Una bellissima festa internazionale (Italia, Romania, Messico, Polonia, Filippine) di Scacchi giocati in assoluta amicizia, fair play, divertimento (domanda impertinente: ma non dovrebbe essere sempre così?), e anche partite a volte di notevole spessore tecnico, come questa tra Don Miroslaw e Don Piro, registrata dallo scrivente. Per i risultati rimandiamo senz’altro al comunicato ufficiale sul web. Se qualcuno dei partecipanti fosse curioso di sottoporre i propri formulari al dott. Fritz 16, supportato da Komodo 12, i due più recenti motori Chessbase, non ha che da inviarle al sottoscritto, che li farà analizzare quanto prima, essendo arcinoto il mio interesse per tutto ciò che è Scacchi e informatica (oltre che Scacchetesi, ovvio), condividendo poi nella community.

Chi aveva voglia di giocare a Scacchi (compreso il sottoscritto, che si è lasciato andare, tra un turno e l’altro, ad alcune partite con cadenza 5 o 10 minuti con uno dei partecipanti, P. Marcello di Tora), ha giocato. Chi aveva voglia di fare due chiacchiere… cioè gli stessi che hanno giocato, lo ha potuto fare nella pausa pranzo, gentilmente offerta dall’organizzazione, e anche oltre.

Nel cuore della notte, l’infaticabile patrocinatore della manifestazione, Giuseppe Sgrò, ideatore del progetto maggiore “A scuola con i Re“, ha aggiornato i follower e i partecipanti ancora connessi, cioè i pochi non ancora stremati dalle cinque partite della giornata, sulla situazione in classifica.

Clericus Chess 2018: Scacchetesi, Scacchi e impresa sportiva no-profit

Durante la manifestazione:

  • incursioni giornalistiche (tre interviste di Vatican News, Un servizio di Repubblica.it, l’agenzia di stampa Kronos),
  • conferenza rivolta ai giovani del Liceo Scientifico Sportivo con sede preso la location del torneo, l’Istituto dei Marianisti, che sono stati resi edotti da Giuseppe Sgrò e Andrea Rossi delle opportunità e dei rischi di fare impresa sportiva, e sulle skills sviluppate semplicemente giocando a Scacchi (resistenza e resilienza, decision making, problem solving, inglese, competenze informatiche, solo per citarne alcune).
  • Anche il progetto Scacchetesi ha fatto la parte del leone: esso viene sempre più percepito come gancio per aggregare i giovani attorno agli Scacchi e alla Chiesa.
  • Ultima incursione è stata quella che ha portato i saluti a tutti i festosi partecipanti da parte del presidente del Comitato Regionale Lazio FSI, Luigi Maggi, che ha auspicato una maggiore penetrazione degli Scacchi anche negli ambienti non agonistici e cattolici (che è poi lo scopo del progetto nato dal volume: Scacchetesi-Gesù Maestro… di Scacchi).

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