Perché fare Scacchetesi: una introduzione alle FAQ

Gli Scacchi rappresentano ben più di un gioco: i benefici che possono apportare ai praticanti sono molto vicini a quelli di una disciplina con finalità etiche, educative, e perfino rieducative. È stato infatti dimostrato da diverse ricerche scientifiche, che bambini ed adolescenti considerati dal sistema scolastico “problematici” o “difficili”, possono conseguire miglioramenti in molti ambiti (discipline scientifiche ed umanistiche, socialità ed integrazione) semplicemente praticando il gioco con un minimo dì regolarità.

Non serve, diventare campioni o Maestri di Scacchi per essere più bravi a scuola o nella vita. Basta giocarli! Verificalo sul campo!

La proposta della Scacchetesi è frutto di diversi anni di insegnamento degli Scacchi in Scuole e Oratori. L’idea è quella di agevolare la diffusione di questa meravigliosa disciplina in Oratori e parrocchie, dove potrebbe affiancarsi ai tradizionali passatempi da sempre organizzati da: volenterosi collaboratori ed educatori, insegnanti di religione, parroci, religiosi… Una partita a calcio? Una corsa, una merenda e poi un gioco da tavolo o un po’ di disegno per rilassarsi? Certo, ma da oggi anche…Scacchi!

Gli Scacchi sono considerati un gioco difficile, che rappresenta la guerra mentre questo manuale, già letto con interesse da molte persone, parroci e Padri Spirituali compresi, ti dimostra l’esatto contrario: sono facili da imparare, economici da allestire (con poche decine di euro e facendo portare le scacchiere da casa ai bambini puoi acquistare una scacchiera murale e cominciare!) ma, soprattutto, possono parlare anche al cuore delle persone di pace e collaborazione, proprio come faceva Gesù!

Lasciando la tua email, potrai anche tu introdurre nel tuo Oratorio un corso di Scacchi con una metodologia unica e specificamente pensata per la crescita spirituale e religiosa. Come? Ti invierò, senza impegno, tutti i miei riferimenti ed il primo capitolo del manuale, che ti permetterà di far giocare ai tuoi allievi affascinanti battaglie di pedoni parlando del Discorso della Montagna e delle Beatitudini.

Faq Scacchetesi:

 

  • Q.Conosco appena le regole degli Scacchi e forse neppure quelle, il manuale fa anche al caso mio?

    A.Certamente, è stato pensato con un approccio graduale che introduce passo per passo le regole, permettendoti di giocare ogni volta un nuovo mini-gioco (partita con pochi pezzi), anche se non le conosci già tutte. Sono però sicuri che il gioco stuzzicherà la tua curiosità, ed allora troverai molti consigli di approfondimento non vincolanti, nel testo, in nota ed in bibliografia.

  • Q.Farò figuracce in classe anche se non sono bravo?

    A.Assolutamente no, l’approccio agli Scacchi migliore è quello umile, di colui che si accosta alla disciplina per la prima volta e, come Socrate, sa di non sapere. I miglioramenti verranno applicando pochi principi e giocando. Focalizzati sulle poche regole che vengono spiegate ad ogni capitolo, poi sul commento del testo Sacro, che è quello che probabilmente sai già fare. Proponi il mini-gioco che trovi in un esempio o nell’appendice, cura la disciplina dei tuoi allievi, la correttezza del loro atteggiamento e, quando puoi, dell’applicazione delle regole. Senza strafare, senza ansia di prestazione, con lo stesso spirito ludico e collaborativo che già hai applicato o visto applicare a Catechismo. Poi falli giocare a squadre, oppure uno contro l’altro, proponi rotazioni affinché non vincano o perdano sempre gli stessi. Il resto lo faranno proprio loro, i tuoi allievi!

  • Q.Esiste un manuale per allievi?

    A.Per farti risparmiare, e per comodità, ho raccolto regole, Versetti di riferimento del Vangelo, esercizi da fare in classe o a casa in una comoda appendice, fotocopiabile, posta in fondo al volume. Se ti iscrivi alla newsletter, riceverai aggiornamento su altre iniziative editoriali. Tra queste è senz’altro prevista l’uscita di un sussidio didattico riccamente illustrato, da acquistare sugli stessi canali online del volume base.

  • Q.Se ho bisogno di ulteriore aiuto?

    A.Sono a tua disposizione per una consulenza didattica oraria di persona o tramite Skype, sia per applicare il metodo sia per migliorare, se lo desideri, la qualità del tuo gioco.

  • Q.Alcuni genitori insistono sul fatto che vorrebbero i loro figli “bravi” nel gioco.

    A.Con i genitori è importantissimo sottolineare che gli obiettivi non sono quelli di diventare un giocatore forte o adatto a praticare l’agonismo in tornei federali. È ovvio che alcuni bambini, appassionandosi al gioco potranno manifestare questa esigenza o saranno i loro genitori, abituati alla competitività della vita moderna, a suggerirlo. Il mio consiglio è sempre quello di tenere il livello agonistico ben distinto da quello di Oratorio. In Oratorio si impara a stare con gli altri, collaborare o competere su basi sane ed etiche: è tutto quello che probabilmente hai già interiorizzato se sei stato collaboratore o educatore. Per l’agonismo c’è il circolo sportivo della tua città o, in alcuni casi, il torneo scolastico. Nel manuale troverai altri suggerimenti per instaurare un proficuo dialogo con i genitori dei tuoi allievi. I particolare per rispondere alle domande: ma se gli Scacchi sono un gioco che rappresenta la guerra, perché trovano spazio in oratorio?

  • Q.È vero che giocando mio figlio/a può diventare più attento e bravo a Scuola?

    A.Una risposta argomentata scientificamente argomentata su questo non è facile. Per chi volesse approfondire l’argomento, non posso che rimandare al manuale di Sgrò, e al manuale di Miletto, gli unici usciti finora in Italia, ad avere un solido fondamento sperimentale. Per una risposta più rapida in un incontro con i genitori, direi innanzitutto che alimentare aspettative di riscontri immediati è irrealistico. Come già attestato da alcune ricerche, una pratica moderata (un’ora alla settimana per qualche mese, a seconda dell’allievo), porta a riscontrare miglioramenti nella capacità di creare collegamenti, ragionare in condizioni di incertezza, gestire lo stress, integrarsi con gli altri è così via. Su tutti questi aspetti, qualitativi più che quantitativi, lasciate che sia il tempo ed i risultati a parlare per voi. Fate riferimento alle fonti con i genitori più “esigenti”.

  • Q.Se proprio mi appassiono come posso andare oltre la Scacchetesi?

    A.Le vie del Signore, lo sappiamo, sono infinite; in Oratorio si trova spazio per tutti. Ho conosciuto anche circoli sportivi di Scacchi che avevano come sede…una Parrocchia. Perché no? La mia raccomandazione però, vedi la domanda precedente, è che Scacchi agonistici e Scacchetesi viaggino su binari diversi, almeno all’inizio. Poi i binari potrebbero tornare a convergere, tanto è vero che i capitoli più avanzati del manuale introducono e commentano concetti di tattica e strategia più avanzati. Nulla vieta ad un Oratorio di metter su una squadra o un circolo. L’etica, la correttezza, la collaborazione, soprattutto lo Spirito di Gesù di amore ed accoglienza, nei confronti anche dei più deboli e disagiati, non vanno tuttavia dimenticati. Il rischio dell’agonismo è proprio quello che escluda qualcuno dalla squadra o dal torneo laddove, invece, Oratorio e Scacchetesi vogliono, per loro natura, includere. Solo se queste differenze ti sono ben chiare, potrai evitare gli errori tipici di un istruttore solo votato all’agonismo, e procedere lungo la via segnata dal Maestro senza timore.

  • Q.Usciranno nuovi accostamenti tra Scacchi e Parola? Nuovi capitoli del libro?

    A.Lo Spirito può suggerirci nuove o differenti applicazioni della Parola adatte a casi e contesti differenti o prima non considerati, ai tempi che cambiano. In caso di nuove illuminazioni non escludo contributi nel mio blog anche se suggerisco sempre di parlare con un Padre Spirituale se ci sembrassero estrapolazioni un po’ “ardite”. Mi piacerebbe, però, apprendere anche quali sono le suggestioni da voi stessi suggerite o dai vostri allievi! Coraggio, facciamo crescere assieme la Scacchetesi!

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