Il Maestro di Scacchi e la combinazione di… Scacchetesi

Scacchetesi - Gesù Maestro di Scacchi
Caro lettore,
Gesù, il Maestro di… Scacchi desidera provocarci, scombinare i piani umani, per permetterci di incontrarlo. Lo sanno bene i Re-verendi che mi seguono in questa avventura della Scacchetesi. Così mi è accaduto, per questa settimana, di programmare un post tecnico ed invece, dopo aver assistito alla messa Domenicale e riletto più volte il brano di Giovanni 1, 35-42, di ritrovarmi a scriverne uno completamente differente su una combinazione di Scacchetesi che appare nel Vangelo di Domenica scorsa.

Vangelo di Domenica 15 Gennaio 2018

Il giorno dopo Giovanni stava ancora là con due dei suoi discepoli e, fissando lo sguardo su Gesù che passava, disse: «Ecco l’agnello di Dio!». E i due discepoli, sentendolo parlare così, seguirono Gesù. Gesù allora si voltò e, vedendo che lo seguivano, disse: «Che cercate?». Gli risposero: «Rabbì (che significa maestro), dove abiti?». Disse loro: «Venite e vedrete». Andarono dunque e videro dove abitava e quel giorno si fermarono presso di lui; erano circa le quattro del pomeriggio.
Uno dei due che avevano udito le parole di Giovanni e lo avevano seguito, era Andrea, fratello di Simon Pietro. Egli incontrò per primo suo fratello Simone, e gli disse: «Abbiamo trovato il Messia (che significa il Cristo)» e lo condusse da Gesù. Gesù, fissando lo sguardo su di lui, disse: «Tu sei Simone, il figlio di Giovanni; ti chiamerai Cefa (che vuol dire Pietro)».

Una combinazione di… Scacchetesi del Maestro

Stupefacente questo brano del Vangelo e, volendone fare una esegesi “scacchistica”, non posso non pensare ad una combinazione tattica (di cui riporto un esercizio-esempio elaborato tramite Chessbase e Fritz 16 tratto da un software chiamato CT art) basata su due temi: uno è quello della deviazione, doppia per giunta, ed uno è quello dell’attacco a Raggi x. Almeno due sono, infatti, le occasioni in cui Gesù ci sorprende, ribaltando completamente le aspettative umane.

Scacchetesi: un breve commento

Lo sguardo di Gesù è la prima cosa a commuovere: gli occhi con cui Gesù osserva Pietro, vedendo in lui il rude pescatore ma cogliendo, oltre l’apparenza, dunque con “raggi x”, colui che sarà la colonna portante della Chiesa, Cefa. Ne ho parlato nel capitolo 12 del manuale: “Scacchetesi – Gesù Maestro… di Scacchi“.
Inoltre, il gesto di Giovanni che, visto Gesù, distoglie da sé l’attenzione dei due discepoli per invitarli alla sequela di Cristo. Questi due uomini, uno dei quali è Andrea, lasciano il profeta in cui credevano, e continuano a credere, per seguirne l’indicazione di prendere a seguire Colui che è più grande di Giovanni stesso, il Signore. Giovanni dunque devia gli Apostoli e Gesù, con il suo “venite e vedrete”, li accoglie, o, come si direbbe in termini tecnici e scacchistici, li attrae presso la propria dimora. Una doppia deviazione, come tante ne possiamo trovare nella letteratura scacchistica, in congiunzione con altri temi come, in questo caso, quello dei raggi x, con cui l’attaccante vede l’opportunità di sfruttare una ottava traversa debole nonostante l’apparente sbarramento costituito dal pedone c2. Una doppia sorpresa, dicevo, perché sarebbero in pochi, secondo le logiche odierne, a lasciar andare un proprio simpatizzante, sostenitore, cliente, per consigliargli di seguire un altro Maestro. Ma Giovanni lo fa, perché ha riconosciuto Gesù. Il quale peraltro sorprende i discepoli invitandoli a sperimentare di persona quello che propone, rinunciando invece a lambirli, come è d’uso presso i nostri politici, con le solite promesse infinite ma vuote, cui siamo abituati.
Sappiamo che i discepoli seguiranno Gesù, staranno presso di Lui, per Lui lasceranno ogni cosa in cambio… di nient’altro che di un semplice invito, pieno però di concretezza, e dimostrato il costo del proprio esempio.

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