La Federazione ASIGC (Associazione Italiana gioco per corrispondenza) ed il gioco postale

Immagine di copertina Yearbook ASIGC del 2017

Andiamo ad esplorare, in questo articolo, le possibilità offerte da un gioco non noto a tutti gli appassionati, ovvero gli Scacchi per corrispondenza, o gioco postale, che può essere ancora svolto con la classica lettera postale, oggi diventata e-mail (ma alcuni prediligono tuttora la vecchia “cartolina”), oppure i più diffusi server online. La Associazione Scacchistica italiana del gioco per corrispondenza, Asigc, dal 1951 organizza tornei che permettono di esplorare una tipologia di gioco ormai inconsueto rispetto a quello presente nei server di gioco online. Partecipandovi infatti, ci si può cimentare con una cadenza di gioco che appare lunga, se non lunghissima, ove paragonata alle cadenze “Pallottola”, “Blitz” e “Lampo” disputate altrove in una manciata di minuti (nella mia esperienza la maggior parte delle partite si disputa a uno, tre, cinque, dieci minuti, poiché trovare avversari disposti a salire oltre i quindici è spesso un’impresa).

Gioco postale: può piacere agli scacchisti che hanno poco tempo a disposizione per giocare?

Appreso dell’esistenza di questo tipo di tornei, desidero chiarire ai nostri amici, scacchisti religiosi e laici, che l’adesione ad un torneo a distanza può essere motivante da un punto di vista tecnico e utile, allo stesso tempo, per scoprire un ritmo di gioco più blando, compatibile con i numerosi impegni della vita di lavoro, assiduo studio, assistenza, preghiera che essi conducono. A questo scopo ho rivolto una serie di domande al vicepresidente della Asigc, Maurizio Sampieri, giocatore e, ovviamente, appassionato curatore dei tornei e dell’annuario edito dall’Associazione. Una parola va spesa proprio riguardo ad esso, che nel 2017 era dedicato ad una squadra molto particolare, composta interamente da religiosi, i “Serafini”, recentemente qualificatasi per la promozione nella massima serie.

Mi auguro che da questa intervista possano emergere gli elementi peculiari del gioco “postale”: quelli che possono indurre un giocatore a dedicare ad una partita non una manciata di minuti, o di ore, come accade in un torneo in tempo reale, ma permettere più compiutamente che in modo “dolce”, non invasivo, una partita di Scacchi ne accompagni la quotidianità. Esattamente come la preghiera, che accompagna per tutta la giornata la vita monacale e claustrale, mentre i religiosi si dedicano alla cura quotidiana degli oggetti o dei luoghi che li ospitano, o al lavoro che li sostenta ed alle persone che offrono o chiedono aiuto. Trasformando in tal modo il loro impegno in una continua lode al Signore.

Intervista a Maurizio Sampieri Vicepresidente ASIGC

D: Maurizio, qual è stata la tua carriera Scacchistica, come e perché sei approdato al gioco “per corrispondenza”?

R: Ho imparato a giocare a scacchi nel 1966 grazie ad un compagno di classe, avevo 12 anni e facevo le scuole medie nell’Istituto dei Fratelli Maristi a Mondovì. Nel 1973 abitavo a Torino, mi iscrissi alla Società Scacchistica Torinese e contemporaneamente cominciai a giocare per corrispondenza grazie a tornei organizzati dal settimanale “Domenica Quiz” che erano riconosciuti dall’ASIGC come Eliminatorie di Coppa Italia.

D:  Nel gioco postale, esistono cadenze molto lunghe e si possono ovviamente condurre anche più partite contemporaneamente. È ammessa l’analisi computer-assisted per aperture, così come per intere partite e posizioni. Questo significa che le partite sono tutte perfette? Che non si fanno errori o sviste e che quindi “il vincitore non è colui che fa il penultimo errore” come nella nota frase di Tartakower? Sono ancora possibili le sorprese? O si sviluppa un gioco appiattito sui suggerimenti dei database scacchistici o dei motori di gioco?

R: Le partite perfette non esistono, anche le sviste sono all’ordine del giorno nonostante l’uso dei programmi; questo perché è vero che se due giocatori si affidano entrambi ai motori di analisi la partita che ne scaturisce è il più delle volte piatta e patta, pertanto, per emergere, diventa fondamentale imparare a forzare la posizione nonostante il giudizio negativo del computer, le partite più belle sono quelle in cui è l’umano a suggerire al motore la linea vincente. Nel nostro Yearbook pubblichiamo tanti esempi in cui si vede il motore “imparare” dall’uomo. Poi facciamo anche qualche torneo in cui è vietato l’uso dei motori,  ma ormai la maggior parte dei giocatori predilige i cosiddetti “advanced Chess”, “scacchi avanzati” che sono il binomio uomo-computer, io per esempio mi ci diverto moltissimo e non potrei più rinunciarvi.

D: Quali caratteristiche tecniche o inclinazioni personali possono fare di uno scacchista un giocatore più propenso al gioco postale? È questione di prediligere o meno un certo stile di gioco? È una questione di età?…

Qui avviene un fenomeno strano, i tornei giocati per posta normale con le classiche cartoline scacchistiche sono sempre meno frequentati a vantaggio del gioco web server, però, per esperienza personale condivisa da tanti altri appassionati, so per certo che è molto più facile vincere tornei e fare carriera giocando per posta piuttosto che nel server o per e-mail. Non me lo so spiegare, però l’ho sempre constatato e pure in questo periodo ne ho la riprova.

D: Dovendo attendere diversi giorni per ricevere una mossa ed inviare la contromossa, come può essere gestito il rischio di dimenticare il piano di gioco, o di cambiarlo? Come ci si può continuare a focalizzare su una partita, riprendendone il “filo”, dopo tanta attesa? E che accade se se ne giocano più di una contemporaneamente?

Ci sono giocatori impegnati contemporaneamente in 60-70 partite e questo è un errore, diciamo che per avere ottimi risultati non bisognerebbe mai superare le 15 partite. Io non mi limito a riprodurre la partita nel computer ma la trascrivo in un quaderno, così posso aggiungere a penna tutte le annotazione e tutte le varianti che prendo in considerazione. Ho anche quei quaderni con scacchiere di cartone e pezzi in plastica che si posizionano grazie a delle piccole fessure nelle caselle, un modo per avere tutta la mia situazione agonistica sotto controllo senza l’obbligo di dover accendere un computer.

D: Stress ed ansia, eterne afflizioni dello scacchista, risultano diluite nella lunghezza dei turni di gioco, o sono sempre presenti, magari con implicazioni più sottili e nascoste?

Tutto si svolge con maggiore rilassatezza, per esempio prima di una mossa fondamentale posso analizzare la posizione per un paio d’ore al giorno e per 4-5 giorni, quando la effettuo sono perlomeno convinto che sia la mossa migliore.

 D: La Chiesa, in epoca medioevale, giunse a vietare il gioco degli Scacchi. Secondo Mario Leoncini, al di là di motivazioni contingenti quali, ad esempio, il fatto che gli Scacchi si giocassero in certi luoghi anche con i dadi, e dunque giungessero ad avere connotazioni d’azzardo, c’era la paura che essi assorbissero così tanto i fedeli e i religiosi da indurli a trascurare la preghiera. Chi ricorre al gioco postale, corre lo stesso rischio dei giocatori di circolo di concentrarsi tanto sul gioco da dimenticare altre occupazioni? Oppure il gioco a distanza ti sembra più compatibile con la vita di tutti i giorni in cui non ci si può spesso permettere il lusso di trascurare le tante incombenze?

Di “fanatici” ce ne sono anche tra noi, ma certamente è molto più facile giocare con le nostre cadenze senza trascurare le incombenze di vita. Oltretutto nei nostri tornei abbiamo la possibilità di prenderci 45 giorni all’anno di ferie anche uno o due giorni per volta, ma il vantaggio principale è dato dalla possibilità di accumulare giorni di riflessione, per esempio in fase di apertura, che si possono pii utilizzare nel seguito della partita, per noi è normale lasciar passare giorni tra una mossa e l’altra.

Un invito al gioco per corrispondenza del Vicepresidente ASIGC Maurizio Sampieri

Invito tutti voi a provare il gioco nel server ICCF, in questi giorni per esempio sono aperte le iscrizioni ai campionati italiani e, per chi volesse iscriversi per la prima volta, la partecipazione è gratuita per il primo torneo ASIGC, come è pure possibile chiedere di giocare gratis due partite di prova contro lo stesso avversario nel server della federazione internazionale.

Grazie

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