La Scacchetesi e la Quaresima

Caro lettore, se sei interessato alla Scacchetesi e desideri cogliere l’opportunità per insegnare gli Scacchi in un ambiente religioso che viva, al tempo stesso, di amicizia, gioco, formazione cristiana, come un Oratorio, credo sia importante mostrarti come essa possa seguire l’anno liturgico. Vado a mostrarti subito che la riflessione personale che ognuno di noi è invitato ad iniziare in tempo di Quaresima, può essere accompagnata da una lezione di Scacchetesi. Prendiamo come esempio il brano letto ieri, Domenica 18 Febbraio 2018.

Dal Vangelo secondo Marco 1, 12-15

 Subito dopo lo Spirito lo sospinse nel deserto e vi rimase quaranta giorni, tentato da satana; stava con le fiere e gli angeli lo servivano. Dopo che Giovanni fu arrestato, Gesù si recò nella Galilea predicando il vangelo di Dio e diceva: «Il tempo è compiuto e il regno di Dio è vicino; convertitevi e credete al Vangelo».

Scacchetesi: il pedone avvelenato

Poche le parole, estrema l’asciuttezza del Vangelo di Marco. Come sai, quando le parole sono poche aggiungono, pesano come macigni, parlano ad ognuno di noi come farebbe lo Spirito. Detto altrimenti, sono estremamente evocative. In due soli versetti Marco presenta i due antagonisti (Gesù e Satana), l’ambiente (le fiere), i nostri possibili aiutanti (lo Spirito, che poi è Gesù stesso, gli Angeli), le circostanze dello scontro: le tentazioni.

Vengo alle tentazioni allora, quali sono per uno scacchista? Quelle che l’avversario può sottoporre alla tua attenzione, inducendoti a credere che siano lì per sua distrazione, mentre in realtà sono lì per sviarti dal tuo obiettivo: la vittoria finale. Occorre scendere nel deserto, per esempio ricordando le tue brucianti sconfitte, o attingendo alle conoscenze di apertura, o al calcolo, per poter discernere se un allettante pedone lasciato in presa dall’avversario può essere catturato, oppure se la sua cattura costituisce un pericolo per la partita, immediato o di lungo periodo. In tutti questi casi la situazione del giocatore mi pare estremamente simile a quella in cui Gesù, volontariamente, cercò un ambiente idoneo alla riflessione e Satana ne approfittò. Che posizioni puoi sottoporre ai tuoi allievi, per parlare di tentazioni?

  1. Gambetti, cioè sacrifici di pedone all’inizio di partita per conseguire un vantaggio di tempo, sviluppo o posizione,
  2. trappole in apertura in cui la cattura di un pedone causa la nostra immediata sconfitta,
  3. varianti di apertura come le cosiddette varianti del pedone avvelenato della Najdorf siciliana o della Winaver francese,
  4. in generale, qualsiasi esempio di partita in cui la cattura di un pedone o di un pezzo ha compromesso la posizione di un giocatore strategicamente, o tatticamente, soprattutto se non sei un esperto di aperture. La cattura di un pezzo o di un pedone può infatti, anche intuitivamente, creare uno squilibrio, uno sbilanciamento della posizione, come accade quando attiri un pezzo importante dell’avversario in una zona della scacchiera dove non serve più a difendere il suo Re.

Di Gambetti e, più in generale, di sacrifici, si parla in alcuni capitoli del volume Scacchetesi, Gesù Maestro di Scacchi.

Spero di averti dato, con questi esempi, spunti di riflessione per migliorare il tuo gioco mentre ti occupi di quello dei tuoi allievi (se sei un educatore, ad esempio). Ciò che ti auguro, soprattutto, è di trascorrere il periodo di Quaresima immerso in proficua, rigenerante meditazione, nel deserto spirituale della tecnologia in cui viviamo immersi.

Sarei molto lieto di un tuo contributo ad un esperimento di scrittura collettiva che possa, portare alla pubblicazione di un nuovo fascicolo di Scacchetesi, in cui ovviamente, ogni autore sarà opportunamente citato. Puoi contattarmi, o scrivere direttamente in questo Blog, a fondo pagina, le tue idee per condividerle con gli altri lettori. Grazie, buona Quaresima!

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