La Scacchetesi e Lettera di San Paolo agli Efesini

Cooperativa GenerAzioni a Villa Prelato, Fano

Il 25 Aprile 2018 si è svolta a Villa Alta Prelato di Fano, località vicinissima al monastero di Monte Giove, la giornata comunitaria della Parrocchia/Santuario di San Giovanni a Marotta (Pu). A Villa Prelato una intraprendente cooperativa di giovani, autofinanziatasi quasi interamente tramite una raccolta di fondi su piattaforma internet (cosiddetto crowdfunding), ha predisposto diversi edifici per l’ottimale ricezione di un turismo religioso fatto di Campi estivi parrocchiali, gruppi Scout, ma anche famiglie. Il tema trattato da Don Steven Carboni, responsabile per la Pastorale Giovanile della Diocesi Fano-Fossombrone, è stato quello del coinvolgimento dei giovani nelle attività formative ed educative di Pastorale giovanile e vocazionale. Si è dibattuto, tra l’altro, della necessità di un ricambio generazionale nell’attività a favore dei giovani e della loro fede: quanto il tema è sentito dai singoli e dalle comunità? La difficoltà di proporre un cammino di Fede coinvolgente, nel lungo termine, ai giovani, costituisce il motivo per cui ho assunto l’iniziativa di scrivere e divulgare la Scacchetesi, che aspira solo ad essere un piccolo strumento (ludico) in più che metta assieme divertimento intelligente e… Parola.

Lettera agli Efesini 4, 11 e seg.

Due le letture proposte: una, la Lettera ai Corinzi, è già contemplata nel manuale della Scacchetesi al Capitolo 15; l’altra è la Lettera agli Efesini 4. Il passo può dare il via ad una lezione di Scacchi che introduca, in alternativa alla Lettera ai Corinzi, il concetto di importanza della cooperazione dei pezzi. La riporto per completezza.

Ed egli ha dato ad alcuni di essere apostoli, ad altri di essere profeti, ad altri ancora di essere evangelisti, ad altri di essere pastori e maestri, per preparare i fratelli a compiere il ministero, allo scopo di edificare il corpo di Cristo, finché arriviamo tutti all’unità della fede e della conoscenza del Figlio di Dio, fino all’uomo perfetto, fino a raggiungere la misura della pienezza di Cristo. Così non saremo più fanciulli in balìa delle onde, trasportati qua e là da qualsiasi vento di dottrina, ingannati dagli uomini con quella astuzia che trascina all’errore. Al contrario, agendo secondo verità nella carità, cerchiamo di crescere in ogni cosa tendendo a lui, che è il capo, Cristo. Da lui tutto il corpo, ben compaginato e connesso, con la collaborazione di ogni giuntura, secondo l’energia propria di ogni membro, cresce in modo da edificare se stesso nella carità.

La Lettera e la cooperazione dei pezzi degli Scacchi

Negli Scacchi esistono Torri, Cavalli, Alfieri, Donne e “umili pedoni”. Se non fanno squadra, se non cooperano, è impossibile che il colore vinca. Lo Scacco Matto scaturisce dalla capacità di coordinare l’azione di almeno due (ma spesso più pezzi, compresi… quelli avversari che sbarrano alcune case di fuga al Re), al fine di concludere positivamente la partita. Esattamente come è necessario arrivare “all’unità della fede e della conoscenza del figlio di Dio” (V.13), allo scopo di “crescere in ogni cosa verso di lui (…) dal quale tutto il corpo, ben compaginato è connesso, mediante la collaborazione di ogni giuntura, secondo l’energia propria di ogni membro, riceve forza per crescere in modo da edificare se stesso nella carità” (Vv. 15-16). Ho lungamente accennato, nel manuale, al fatto che il vantaggio materiale (un giocatore ha più pezzi dell’altro, o pezzi complessivamente più forti) non è sufficiente a vincere se non si riesce ad intrappolare il Re avversario con l’azione coordinata dei pezzi, e questo concetto viene ribadito nel brano per quanto riguarda la Chiesa, corpo di Cristo. La coordinazione, ancor prima del Matto, serve a conseguire un qualsiasi altro vantaggio, ad esempio una migliore collocazione dei pezzi nelle Case chiave della scacchiera.

La Lettera ed il piano di gioco

Tra principianti, è frequente assistere a partite in cui una parte prende il sopravvento ma poi, non sapendo come procedere, finisce per perdere tutto il vantaggio accumulato. Lo Scacchista sa bene che deve procedere seguendo un piano, e che questo deve rivelarsi migliore di quello dell’avversario, altrimenti può essere soggetto a revisione. Ciascuno quindi deve cercare di intuire il piano dell’avversario, per anticiparlo. Che cos’è questo piano, in chiave allegorica, se non:

“evitare di essere come fanciulli sballottati dalle onde e portati qua e là da qualsiasi vento di dottrina secondo l’inganno degli uomini, con quella loro astuzia che tende a trarre nell’errore.” (V.14)?

Quindi, se negli Scacchi segui un piano, nella fede segui… Cristo per non sbagliare.

I concetti di coordinazione e di piano sono molto astratti, e negli Scacchi abbisognano di una comprensione di base già ben sviluppata, oltre che di esempi efficaci. Si prestano senz’altro ad una Scacchetesi più avanzata. Per una eventuale bibliografia scacchistica di supporto, come sempre, sono a disposizione alla pagina contatti.

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