Mosse forzanti

Caro lettore, in questo post espongo quelle che, nel libro “Mosse forzanti” di Charles Hertan, sono le considerazioni più importanti sul calcolo.

Cos’è una mossa forzante

Le mosse forzanti sono quelle che restringono sensibilmente le scelte dell’avversario, o addirittura le annullano. Ad esempio, ad uno Scacco al Re si può rispondere soltanto muovendo il Re, parando, o catturando il pezzo avversaro. In successione di forza, le mosse forzanti sono:

  • Scacco,
  • Pattern di Matto (se il tuo Re è minacciato, occorre trovare la mossa più efficace per difenderlo, abbandonando ogni altra opzione,
  • Cattura di un pezzo (l’avversario può anche ignorare la perdita, o cercare un’altra forma di compensazione per il pezzo/pedone perduto),
  • Altra minaccia, per esempio un attacco su un pezzo, la minaccia di portare un Attacco da Matto, la minaccia di un attacco di scoperta…

Perché le mosse forzanti sono utili

Una tra le prime regole, secondo Hertan, è quella di calcolare cosa succede innanzitutto a partire dalle mosse più forzanti. Questo comporta un duplice vantaggio: da una parte, anche se le mosse più forzanti non sempre funzionano, avremo raccolto elementi che potrebbero servire ad analizzare altre varianti in cui la nostra mossa viene giocata dopo un’altra, considerata migliore (i tatticismi possono ripetersi invariati anche a partire da nodi differenti dell’albero delle varianti; si tratta di un pezzo di calcolo il cui risultato è già conosciuto, e che possiamo memorizzare come memorizzeremmo un risultato parziale di una operazione matematica in un foglietto, per ricorrervi qualora ci servisse di nuovo).

Inoltre, cosa ancora più importante, se la nostra mossa funziona, avremo risparmiato un sacco di tempo e fatica, oltreché rischio, e non ci servirà analizzare altro. Proprio così: il processo di calcolo ha, tra le sue regole più importanti, quello di calcolare il meno possibile,cercando di discernere quando conviene calcolare da quando non conviene.

Altri consigli sulle mosse forzanti

È preferibile evitare di addentrarsi in varianti troppo complesse, qualora il rischio che qualcosa vada storto sia troppo alto rispetto al rendimento atteso (ad es: possiamo mangiare un pedone rischiando di rimetterci la Donna a meno che non giochiamo poi molto precisamente).

Ancora: evitare i calcoli lunghi quando una mossa finisce, già dopo non più di quattro-cinque semi-mosse, per peggiorare la posizione, con pezzi scoordinati ed indifesi, oppure pezzi importanti isolati in campo avverso o in posizioni ininfluenti della scacchiera.

Usare il processo di esclusione (e questo è facilmente esemplificabile nei finali): se calcoliamo che x-1 mosse candidate non sono buone tra tutte quelle possibili, l’ultima mossa restante, per quanto possa sembrare rischiosa o improbabile, può essere giocata senza calcolarne le conseguenze, dal momento che è l’unica (Sherlock Holmes applicato agli scacchi!).

Si potrebbe quindi pensare che è meglio calcolare prima le mosse le cui conseguenze sono più facili da vedere: questo potrebbe servirci per evitare il rischio e la perdita di tempo di calcoli troppo complessi, nella speranza di imbatterci nella mossa migliore per:

  • intuizione,
  • esclusione,
  • calcolo breve e preciso

Notiamo inoltre che molto spesso, i calcoli si fanno lunghi ed elaborati a mano a mano che la nostra posizione peggiora e l’avversario ha messo in atto almeno due minacce. In altre parole, i calcoli lunghi ad alto rischio sono necessari quando dobbiamo toglierci dai guai ma, prima che si sviluppi una situazione del genere, di solito sono necessari calcoli di non più di quattro-cinque semi-mosse.

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