Una lezione di Scacchetesi sulla Donna da Santa Teresa d’Avila

Introduzione: il contesto storico

Proclamata Patrona degli Scacchisti il 14 Ottobre 1944 a Madrid, Santa Teresa d’Avila scrisse sulla relazione tra Scacchi e vita spirituale proprio nel periodo in cui gli Scacchi ebbero a subire una scomunica ufficiale da parte della Chiesa. Perlopiù inapplicata presso il popolo, tale scomunica permase sino a che, a seguito dell’interessamento di Papà Leone X, appassionato giocatore e mecenate, e per opera di San Francesco di Sales vescovo di Madrid (la sua “introduzione alla vita devota risale al 1608), la Chiesa non finì per ritirare la scomunica nel 1609. Mi sono domandato come la Santa avrebbe organizzato, una lezione di Scacchetesi sulla Donna, dal momento che proprio a lei potremmo attribuire una preziosa pagina di Scacchetesi, contenuta nel volume “Cammino di perfezione”.

La regola: come muove, cattura la Donna

La Santa insiste sull’importanza della Donna senza la quale è ben difficile dare Scacco Matto. Per condurre questa lezione di Scacchetesi vengono allora presentati alcune posizioni (pattern) di gioco nelle quali la Donna, con l’appoggio di uno o più pezzi, realizza un matto forzato in due-tre mosse, a seconda del livello di conoscenza del gioco da parte della classe. Preparare ed illustrare (o domandare) la soluzione dei pattern è compito dell’Istruttore sebbene, ne sono sicuro, la Santa avrebbe saputo dar prova di grande maestria!

La Scacchetesi: chi è la Donna.

“A scacchi, la guerra più accanita il re deve subirla dalla regina, benché vi concorrano da parte loro anche gli altri pezzi. Orbene, non vi è regina che più obblighi nella resa il Re del cielo quanto l’umiltà… Non so comprendere chi si dia o possa darsi umiltà senza amore, e amore senza umiltà, come non è possibile che queste due virtù stiano in un’anima senza un gran distacco da ogni cosa”.

Un brano tratto dal “Cammino di perfezione” (la prima stesura risale al 1561). Umiltà ed amore sono qualità necessarie, secondo la Santa, alla conquista del “Re del cielo”. La regina è rappresentata proprio da queste virtù, che muovono una guerra senza quartiere al Re, anche con il concorso degli “altri pezzi”. Come non rifarsi, ad esempio, all’umiltà del Fariseo che, rispetto al Pubblicano, fa ammenda davanti a Dio per i propri peccati (Lc 18, 9-14), mentre il secondo si accontenta di osservarne esteriormente la Legge?

In quel tempo, Gesù disse ancora questa parabola per alcuni che avevano l’intima presunzione di essere giusti e disprezzavano gli altri: «Due uomini salirono al tempio a pregare: uno era fariseo e l’altro pubblicano. Il fariseo, stando in piedi, pregava così tra sé: “O Dio, ti ringrazio perché non sono come gli altri uomini, ladri, ingiusti, adùlteri, e neppure come questo pubblicano. Digiuno due volte alla settimana e pago le decime di tutto quello che possiedo”. Il pubblicano invece, fermatosi a distanza, non osava nemmeno alzare gli occhi al cielo, ma si batteva il petto dicendo: “O Dio, abbi pietà di me peccatore”. Io vi dico: questi, a differenza dell’altro, tornò a casa sua giustificato, perché chiunque si esalta sarà umiliato, chi invece si umilia sarà esaltato».

Che dire della Verità rivelata soltanto ai piccoli, cioè agli umili di cuore, ai miti, ai depositari delle Beatitudini, potremmo dire, ma tenuta nascosta ai potenti e ai dotti (Mt 11, 25-30)? Anche costoro possono dare Scacco Matto.

In quel tempo Gesù disse: «Ti rendo lode, Padre, Signore del cielo e della terra, perché hai nascosto queste cose ai sapienti e ai dotti e le hai rivelate ai piccoli. Sì, o Padre, perché così hai deciso nella tua benevolenza. Tutto è stato dato a me dal Padre mio; nessuno conosce il Figlio se non il Padre, e nessuno conosce il Padre se non il Figlio e colui al quale il Figlio vorrà rivelarlo.

Venite a me, voi tutti che siete stanchi e oppressi, e io vi darò ristoro. Prendete il mio giogo sopra di voi e imparate da me, che sono mite e umile di cuore, e troverete ristoro per la vostra vita. Il mio giogo infatti è dolce e il mio peso leggero».

Secondo Santa Teresa dunque, regina è colei che si fa piena d’amore per i piccoli, che anzi fa se stessa così piccola da poter essere partecipe della conoscenza del Padre. Essa sarà grande come la Donna che, negli Scacchi, può dare Scacco Matto.

A seguire, ovviamente, un momento di gioco spensierato o esercizi scacchistici da risolvere.

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